Liceo scientifico statale “E.
Majorana”
Anno Scolastico 2007/2008
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Attività di Laboratorio
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Progetto POF: “La chimica nella vita
quotidiana”
Classi:
III A LB; III B LB; III A SB.
Docenti
Coordinatori: Antonella Lo Brutto;
Rosamaria Consiglio.
I
prodotti del Brocca ![]()

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SAPONI 
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Il sapone è il risultato della
miscelazione di acidi grassi
e di una
sostanza alcalina. In particolare nella realizzazione del sapone vengono usati
grassi di origine vegetale o animale che contengono una miscela di trigliceridi
e come sostanza alcalina l’idrossido di sodio o di potassio. I grassi e l’idrossido di sodio formano il
sale dell’acido grasso chiamato sapone e la reazione è chiamata
saponificazione; insieme al sapone si forma anche glicerina.
O
O
|| || CH2 –
OH
CH2-O-C-R
R- C-O- Na+
O CH - OH
|| O +
CH-O-C-R1 +
3 NaOH calore || CH2
- OH
R1-
C-O- Na+
O
||
O Glicerina o
glicerolo
CH2-O-C-R2 ||
R2- C-O- Na+
Trigliceride Sale
dell’acido grasso o sapone
Nel
laboratorio di chimica abbiamo realizzato dei saponi naturali, così come si faceva un tempo sfruttando la reazione descritta prima.
Abbiamo
scelto e
miscelato con cura i prodotti necessari prestando attenzione al loro dosaggio e
alla temperatura di saponificazione che sono il segreto per ottenere dei buoni
saponi.
Infine,
particolare non trascurabile, l’aggiunta di oli essenziali e di acque
aromatiche, che hanno conferito ai saponi una piacevole fragranza.

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SAPONE ALL’ARANCIA
Preparazione:
Messi i
30 gr. Di acqua in un becher, porre quest’ultimo sul fondo del lavello e
aggiungere la soda caustica lentamente, mescolando.
Lasciare
riposare il composto, la cui temperatura salirà rapidamente.
Contemporaneamente,
riscaldare i 100 gr. di olio a fuoco lento.
Appena
l’olio e la soluzione di idrossido di sodio raggiungono la stessa temperatura,
versare la soluzione di idrossido di sodio nel becher con l’olio e mescolare.
Mentre
si mescola, aggiungere il succo di una bella arancia rossa.
Continuare
a mescolare e non appena la soluzione diventa omogenea, versarla negli stampini
e coprirla.
Aspettare
almeno 48 ore.

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SAPONE
AL LIMONE
Preparazione:
Messi i
30 gr. di acqua in un becher, porre quest’ultimo sul fondo del lavello e aggiungere
la soda caustica lentamente, mescolando.
Lasciare
riposare il composto, la cui temperatura salirà rapidamente.
Contemporaneamente,
riscaldare i 100 gr. di olio a fuoco lento.
Appena
l’olio e la soluzione di idrossido di sodio raggiungono la stessa temperatura,
versare la soluzione di idrossido di sodio nel becher con l’olio e mescolare.
Mentre
si mescola, aggiungere il succo di una bel limone.
Continuare
a mescolare e non appena la soluzione diventa omogenea, versarla negli stampini
e coprirla.
Aspettare
almeno 48 ore.

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SAPONE
ALLO ZOLFO
Preparazione:
Messi i
30 gr. di acqua in un becher, porre quest’ultimo sul fondo del lavello e
aggiungere la soda caustica lentamente, mescolando.
Lasciare
riposare il composto, la cui temperatura salirà rapidamente.
Contemporaneamente,
riscaldare i 100 gr. di olio a fuoco lento.
Appena
l’olio e la soluzione di idrossido di sodio raggiungono la stessa temperatura,
versare la soluzione di idrossido di sodio nel becher con l’olio e mescolare.
Mentre
si mescola, aggiungere lo zolfo in polvere.
Continuare
a mescolare e non appena la soluzione diventa omogenea, versarla negli stampini
e coprirla.
Aspettare
almeno 48 ore.

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SAPONE ALLA LAVANDA
Preparazione:
Messi i
30 gr. di acqua in un becher, porre quest’ultimo sul fondo del lavello e
aggiungere la soda caustica lentamente, mescolando.
Lasciare
riposare il composto, la cui temperatura salirà rapidamente.
Contemporaneamente,
riscaldare i 100 gr. di olio a fuoco lento.
Appena
l’olio e la soluzione di idrossido di sodio raggiungono la stessa temperatura
circa 37 gradi, versare la soluzione di idrossido di sodio nel becher con
l’olio e mescolare.
Mentre
si mescola, aggiungere olio di lavanda.
Continuare
a mescolare e non appena la soluzione diventa omogenea, versarla negli stampini
e coprirla.
Aspettare
almeno 48 ore.

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SAPONI COLORATI
Preparazione:
Messi i
30 gr. di acqua in un becher, porre quest’ultimo sul fondo del lavello e
aggiungere la soda caustica lentamente, mescolando.
Lasciare
riposare il composto, la cui temperatura salirà rapidamente.
Contemporaneamente,
riscaldare i 100 gr. di olio a fuoco lento.
Appena
l’olio e la soluzione di idrossido di sodio raggiungono la stessa temperatura
circa 37 gradi, versare la soluzione di idrossido di sodio nel becher con
l’olio e mescolare.
Mentre
si mescola, aggiungere il colorante.
Continuare
a mescolare e non appena la soluzione diventa omogenea, versarla negli stampini
e coprirla.
Aspettare
almeno 48 ore.
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I Saponi
del Brocca
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PROFUMO ALLA LAVANDA
Preparazione:
Per la
composizione di un profumo si usano varie sostanze tra cui essenze profumate,
oli essenziali, oli aromatici (gelsomino, garofano, fiore d’arancio ecc.).
In una
bottiglietta di vetro mettere 20 gocce di olio alla lavanda in 10 ml di alcool
a 96 gradi ed agitiamo dolcemente la miscela ottenuta. La bottiglietta viene
subito chiusa e riposta al buio e al fresco per almeno una settimana.



DENTIFRICIO ALLA MENTA
Preparazione:
Lasciare
le foglie di menta in infusione nell’alcool per 3 giorni filtrare, miscelare
con il bicarbonato e l’acqua fino ad ottenere una consistenza cremosa.



DENTIFRICIO ALL’ALOE
Preparazione:
Unire
il succo naturale di aloe con il bicarbonato, aggiungere l’argilla e mescolare.
Versare
il preparato in un vasetto di vetro. Conservare in un luogo secco. Per
utilizzarlo, applicare una piccola quantità di polvere sullo spazzolino
inumidito.





ACIDO BORICO UNGUENTO
Preparazione:
Porre
al centro l’acido borico e attorno disporre la vasellina. Lavorare con una
spatola verso il centro su una carta oleata. Versare il preparato in un vasetto
di vetro e conservare in un luogo asciutto.

DETERSIVO PER I PIATTI
E LAVASTOVIGLIE

Preparazione:
Mettere
i limoni e il sale nel frullatore per alcuni secondi. Mettere sul fuoco e aggiungere
l’acqua e l’aceto, far bollire per circa 10 minuti girando con una frusta.
Conservare in barattolo di vetro.


I SAPORI DEL BROCCA
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LIQUORE AL LIMONE 
Preparazione:
Lavare
i limoni e con un coltello ricavate solo la buccia senza la parte bianca. In un cilindro
graduato mettere le scorze a macerare nell’alcool per due settimane e chiudere
con il parafilm. Terminato il tempo di riposo, mettere sul fuoco l’acqua e lo zucchero, fare raffreddare e
aggiungere all’alcool aromatizzato e filtrare.
Porre
il liquore in una apposita bottiglia ben chiusa.
LIQUORE ALL’ARANCIA 
Preparazione:
Lavare
i limoni e con un coltello ricavate solo la buccia senza la parte bianca. In un cilindro
graduato mettere le scorze a macerare nell’alcool per due settimane e chiudere
con il parafilm. Terminato il tempo di riposo, sciogliere lo zucchero
nell’acqua, facendoli bollire insieme solo per qualche minuto e fare
raffreddare. Unire l’alcool aromatico, filtrato, allo sciroppo e dopo due
giorni filtrare ancora ed imbottigliare.

LE CANDELE

Il termine candela deriva dal latino candere che significa essere bianco, splendere.
Un po’
di storia…
Prima che l’elettricità diventasse la più diffusa e
importante fonte di energia, la luce sprigionata dal fuoco e dalle candele era
l’unica risorsa energetica disponibile.
Nei tempi più antichi, lumicini, candele e lumi
venivano realizzati immergendo nel sego corde arrotolate a un giunco. Il sego,
però, come tutti i grassi animali, quando bruciava, produceva notevoli quantità
di acroleina con un fumo nero, acre e un terribile odore.
Con l’avvento del cristianesimo e a partire dal II
secolo d.C. furono impiegate le candele realizzate con cera d’api la cui
combustione emanava un buon odore aromatico.
La fabbricazione delle candele con cera d’api,
troppo costose per la gente comune, era realizzata per le chiese e l’alta
aristocrazia. Solo all’inizio del XIX secolo, la rivoluzione industriale e
l’introduzione della raffinazione dell’olio, stabilì lo sviluppo
dell’illuminazione di tipo più economico e la creazione di candele
inodore.
La nascita della stearina, un composto chimico
realizzato originariamente per i saponifici, la produzione di paraffina,
ottenuta dalla raffinazione del petrolio e successivamente, la preparazione di cere sintetiche,
cambiarono il modo di realizzare le candele; i prodotti ottenuti possiedono una
fiamma stabile, consumano in modo lento e costante, sono più resistenti e non
gocciolano se tenuti lontano da correnti d’aria.
I prodotti indicati come cere sono:
v La
paraffina: dal
punto di vista chimico è una
miscela di idrocarburi o di alcani (molecole costituite
da C e H) e deriva dalla distillazione dei petroli greggi; a
temperatura ambiente, poiché ha molecole con 20 o più atomi di C, si presenta solida e cerosa. La paraffina è
venduta in scaglie o in blocchi di
colore bianco traslucido. La paraffina
non si mescola all’acqua ed ha peso specifico minore di questa, è inodore ed
insipida; la temperatura di fusione varia tra i 50° e gli 80º C. Le candele realizzate con il solo uso di paraffina si presentano più
trasparenti e lucide, sono più fragili, si consumano rapidamente e la loro
qualità è più scadente rispetto alle candele realizzate con una miscela di
“cere” di diverso tipo.
v La
stearina: si
tratta di un grasso o trigliceride dell’acido stearico; è contenuta nel burro,
nel sego, nello strutto e nel lardo ed è ricavata facendo fondere e purificare
il grasso degli animali macellati.
3C17H35COOH + CH2OH-CHOH-CH2OH =
acido stearico
glicerina
O
||
CH2OC(CH2)16CH3
| O
||
CHOC(CH2)16CH3 + 3 H2O
| O
||
CH2OC(CH2)16CH3
La stearina si presenta solida, di colore bianco
opaco e aggiunta alla paraffina rende la candela più solida, ne riduce lo sgocciolamento e consente una
fiamma più duratura e costante.
v Stoppino
o lucignolo: è costituito da un insieme di
fili di cotone strettamente intrecciati
e porta per capillarità la cera fusa alla fiamma della candela.
La grossezza dello stoppino deve essere
proporzionale al diametro delle candele.
In laboratorio abbiamo realizzato
delle candele adoperando miscele di paraffina e stearina.
Le miscele sono state sciolte a bagnomaria, lasciate
bianche. Successivamente, sono state
versate in vasi di terracotta, in stampi plastificati.
Abbiamo cosi realizzato le candele.
Dal punto di vista chimico le cere
vengono definite come esteri solidi formati da un acido grasso e un alcool
entrambi a lunghe catene carboniose sature con elevato peso molecolare. Il
gruppo alcolico possiede un solo gruppo –OH. Dalla reazione fra un acido
carbossilico e un alcool, si forma un estere la cui formula generale è:
O
O
|| ||
R – C – O – H + H
– O – R’ = R –
C – O – R’ + H2O
R
= gruppo alchilico R’ =
gruppo alchilico
dell’acido
grasso dell’alcool
Se l’acido grasso e l’alcool presentano un elevato numero di C con legami
saturi e l’alcool un solo gruppo – OH, si hanno le cere.
Esempio:
O
palmitato di cetile nello spermaceti
|| (cera
nell’olio di capodoglio)
CH3(CH2)13CH2C
–O(CH2)15CH3
Se l’acido grasso, saturo o insaturo, si
lega alla glicerina (che rappresenta l’alcool, ma con 3 gruppi-OH) otteniamo degli esteri che vengono chiamati triesteri della glicerina o
trigliceridi, sostanze che correntemente definiamo come grassi ed oli; è il
caso della stearina che non è una cera.
Le cere sono più friabili, più dure e
meno untuose dei grassi. Sono solide ed idrofobe, cioè non solubili in acqua.
Nelle cere le catene idrocarburiche sono più lunghe che negli oli o nei grassi
e ciò comporta un aumento del punto di fusione e della durezza. Le
cere sono molto diffuse in natura e, secondo la loro origine, possono essere
suddivise in cere vegetali, animali e minerali.
CONCLUSIONI
Nelle attività di laboratorio, abbiamo partecipato con entusiasmo alla
produzione dei prodotti, dove abbiamo verificato sperimentalmente la legge di
Proust, con l’esecuzione di una reazione in soluzione acquosa, e le tecniche di separazione per isolare il
reagente in eccesso; abbiamo applicato il concetto di quantità di sostanza alla
preparazione di una soluzione a concentrazione nota, eseguendo calcoli per
determinare la quantità in grammi di sostanza da utilizzare; abbiamo utilizzato
il matraccio e acquisito le tecniche per la preparazione di soluzioni a
concentrazione nota; abbiamo eseguito prove di miscibilità fra liquidi di
natura diversa; ci siamo serviti di estratti vegetali per la preparazione di saponi,
profumi, dentifrici,liquori ecc. .
Possiamo dire di aver compreso come la chimica sia parte
fondamentale della nostra quotidianità e del nostro benessere; basti pensare a
quanti prodotti e sostanze sono presenti negli oggetti che usiamo tutti i
giorni o nei loro processi di produzione.
Il lavoro svolto ha consentito molti agganci e approfondimenti
relativi all’attività scolastica e alle sue problematiche ricorrenti.

